martedì 23 maggio 2017

Fauna della salina 2

                                            



Recurvirostra avosetta


L'avocetta (Recurvirostra avosetta Linnaeus, 1758) è un uccello della famiglia Recurvirostridae, diffuso in Europa, Asia, ed Africa.[
contorno ali e la parte superiore della testa nere. Presenta inoltre un becco sottile e rivolto verso l'alto.
Le zampe di color azzurro sono insolitamente Uccello slanciato lungo circa 43 cm, di colore bianco con il palmate per gli uccelli di ripa come questo.



Distribuzione e habitat L'avocetta bianca e nera copre un areale abbastanza vasto, in pratica nei vari periodi dell'anno è possibile vederla in quasi tutta l'Europa, l'Asia, e l'Africa. In Italia nidifica in pochissimi posti, tutti vicinissimi all'acqua, come paludi anche salmastre, saline, e lagune


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Himantopus himantopus


Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus (Linnaeus, 1758)) è un uccello acquatico della famiglia dei Recurvirostridi
Primo piano di un cavaliere d'Italia
Cavaliere d'Italia in volo
Gli adulti sono lunghi dai 33 ai 40 cm e possono pesare anche 200 g.[senza fonte]
Le zampe possono raggiungere i 30 cm di lunghezza. Durante il volo, il battito delle ali si alterna a brevi planate e le zampe escono dalla lunghezza del corpo, dando al cavaliere d'Italia un aspetto elegante. Hanno un becco lungo, nero e sottile; il corpo ha le parti superiori nere che contrastano con le parti inferiori bianche splendenti. L'occhio ha un'iride rossa, con una pupilla molto grande: il che fa assomigliare l'occhio del cavaliere d'Italia a quello di un cucciolo di mammifero.
La femmina si differenzia dal maschio per avere le scapolari marroni, invece che nere. Un altro aiuto sulla distinzione del sesso potrebbe venire dal colore della nuca: nel maschio è più nera, ma questa differenza non è sempre presente, tanto che spesso appare più nera nelle femmine che in molti maschi.
Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]
Flickr - coniferconifer - Black winged stilt.jpg
Gli habitat del cavaliere d'Italia sono le paludi e le lagune poco profonde con sponde sabbiose e sassose. Si adattano facilmente anche ad ambienti artificiali, come risaie e saline. Si può trovare in Europa, intorno al Mar Mediterraneo, e a nord fino alla Germania e al Regno Unito; in Africa sia sulle coste mediterranee che in Madagascar; in Asia sia in Asia centrale, nelle zone del Sud-est asiatico e anche in Asia orientale (Cina, Taiwan e alcune isole).
Un giovane esemplare
In Italia si stima vivano circa 4000-5000 coppie di cavaliere d'Italia, seconda popolazione europea per importanza dopo quella spagnola, dove infatti nidificano circa 12000 coppie. Quasi tutti i cavalieri d'Italia italiani sembrano svernare nelle paludi del Mali e del Senegal, come per esempio il Delta interno del Niger, ma qualcuno resta in Italia anche d'inverno: nella stagione fredda si concentrano soprattutto in Sardegna, in Sicilia e qualche esemplare anche nella salina di Comacchio.
Le zone di nidificazione italiane sono varie: si registrano centinaia di coppie principalmente nel Delta del Po, nell'Orbetello e in Sardegna. Colonie minori sono sparse nel resto della Pianura Padana (Oasi di Torrile, risaie del Piemonte, Laguna di Venezia, Parco regionale del Mincio, Riserva naturale della Foce dell'Isonzo) e nel Mezzogiorno (laghi di Lesina e di Varano, Saline di Margherita di Savoia e Sicilia) .


Tringa totanus
La pettegola (Tringa totanus, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia degli Scolopacidi. È il corridore sull'acqua italiano più comune.



Descrizione

La pettegola può raggiungere una lunghezza di 30 cm, cioè è un po' più piccolo del suo parente, la pantana (Tringa nebularia). Ha un'apertura alare di circa 65 cm e può arrivare a pesare circa 170 grammi. Il suo becco è arancione con la punta nera, la sua parte inferiore è bianca e marrone, mentre la parte superiore è marrone con macchie nere e grigie. Maschi e femmine hanno gli stessi colori. Le gambe sono di colore arancione. Una pettegola può arrivare ai 17 anni di età e il suo richiamo assomiglia ad un tjuet.


Quadro ambientale

La pettegola vive lungo le coste o presso gli specchi d'acqua. I suoi territori preferiti sono le paludi, le zone umide e i bacini. Non è raro vederli emigrare verso zone più calde in inverno.


Nutrimento
Il nutrimento preferito delle pettegole sono insetti, vermi, lumache ed altri molluschi. Con il suo lungo becco riesce a infilzare piccoli animali anche a fior d'acqua.



Risultato immagine per , i la pettegola (Tringa totanus)









Limosa limosa


La pittima reale (Limosa limosa, Linnaeus 1758), è un uccello limicolo della famiglia degli Scolopacidae.




Descrizione

Uccello lungo circa 40 cm, di cui 10 cm di becco, con un'apertura alare di circa 70 cm.

Ha un lungo becco sottile, arancio alla base e nero in punta, e lunghe zampe grigie. In inverno il piumaggio è grigio bruno, più chiaro inferiormente; in estate il piumaggio del maschio diventa rosso mattone nella parte superiore e nel petto.[1]





Distribuzione e habitat

La pittima reale è un uccello migratore: nidifica nella parte settentrionale di Europa e Asia, dall'Islanda all'estremo orientale della Russia, e sverna in Europa, Africa, Asia meridionale e Australia.[2] in Italia esistono rare nidificazioni sulla Pianura padana, in ambienti con presenza di acqua.



Risultato immagine per la pittima reale (Limosa limosa),

 
                                                                                                                    Alessandro e Lucrezia


























































































































































































































































































                    




















































































Fauna delle saline 1

il piro piro                                        


Questo piccolo e panciuto uccello presenta un colore beige sul dorso fino sul petto, mentre il ventre è bianco latte, le zampe sono lunghe circa tre centimetri, poco più del becco.
Il Piro piro piccolo è visibile in tutti i continenti, in Italia nidifica ovunque ci siano corsi d'acqua, tranne che in Sicilia.
È stato avvistato sul lago di Ganzirri a Messina, noto luogo di passaggio per uccelli migratori.
Sono riconoscibili le movenze di questo piccolo uccello dei greti e delle paludi, che come gli altri Piro piro, solitamente quando cammina muove la coda in alto ed in basso ripetutamente. Nidifica in primavera inoltrata.

Risultato immagine per il piro piro (Actitis hypoleucos)




, il cormorano (Phalacrocorax carbo)            



Il cormorano è un uccello di grandi dimensioni con corpo nero e un becco ad uncino. Vi è comunque un'ampia variazione in termini di dimensioni nella vasta gamma di specie. Sono stati riportati cormorani dal peso di 1,5 kg[3] fino a 5,3 kg,[4] ma il peso medio si aggira fra i 2,6 a 3,7 kg.[5]
La lunghezza può variare da 70 a 102 cm e l'apertura alare da 120 a 160 cm. Ha un lungo collo a S elastico, che permette di far passare pesci grandi fino all'esofago. L'esemplare adulto si distingue dal giovane dal piumaggio marroncino. Ben adattato sia all'acqua dolce che salata, il cormorano gode di una buona vista ( fino a nove metri). Le piume sono permeabili e perciò quest'uccello passa molto tempo al sole per asciugarsi le penne.
Le zampe, con grandi membrane, servono a dare una grande spinta sott'acqua. Inoltre, quando si immerge, può arrivare fino ad una profondità di 6 metri [senza fonte]. Vola molto bene grazie alle ampie ali e alla forma affusolata, invece il decollo dall'acqua è complicato a causa della posizione eretta delle zampe e del peso dell'acqua che impregna le piume.
Risultato immagine per corvorano comune
la spatola bianca (Platalea leucorodia),
La spatola è un uccello abbastanza grande: è alta fino a 85 cm e può pesare anche 2 kg. La caratteristica più evidente è il becco: è a forma di spatola, da cui il nome; l'estremità è giallastra.
Il piumaggio della spatola varia in base alla stagione: d'inverno è completamente bianco, mentre nella stagione riproduttiva sono presenti alcune macchie giallastre, principalmente alla base del collo e sulla nuca.
È facile confondere la spatola con un airone, specialmente con l'airone bianco maggiore, con cui ha in comune molti aspetti (dimensioni, habitat), ma basta guardare il becco per capire la specie avvistata: l'airone bianco maggiore ha il becco giallo a punta.


La spatola vive in Europa, Asia e Africa del Nord. In Italia lo si trova raramente e nidifica nei pressi di corsi d'acqua, sulla pianura Padana e anche in Toscana. È molto legata alle zone umide e forma spesso grandi colonie con altri uccelli acquatici (sgarze ciuffetto, garzette e aironi). È stata oggetto di caccia, ma la popolazione mondiale è in forte incremento, come si può osservare nel Delta del Po e nella Laguna di Venezia.Riproduci file multimediale
Alcuni esemplari di Platalea leucorodia in Toscana


La spatola si nutre prevalentemente di piccoli invertebrati (insetti, molluschi e crostacei) ma anche di piccoli pesci ed anfibi.
Per catturare la preda diversi uccelli si posizionano fianco a fianco nell'acqua bassa muovendo i becchi all'unisono, setacciando così il fondo melmoso. L'estremità piatta e larga del becco, sondando l'acqua e il fondo della palude, permette alla spatola di avvertire la presenza della preda prima di catturarla. Quando la preda tocca la parte interna del becco lo stesso si chiude istantaneamente intrappolandola.


La spatola è un uccello abbastanza grande: è alta fino a 85 cm e può pesare anche 2 kg. La caratteristica più evidente è il becco: è a forma di spatola, da cui il nome; l'estremità è giallastra.
Il piumaggio della spatola varia in base alla stagione: d'inverno è completamente bianco, mentre nella stagione riproduttiva sono presenti alcune macchie giallastre, principalmente alla base del collo e sulla nuca.
È facile confondere la spatola con un airone, specialmente con l'airone bianco maggiore, con cui ha in comune molti aspetti (dimensioni, habitat), ma basta guardare il becco per capire la specie avvistata: l'airone bianco maggiore ha il becco giallo a punta.





Francesco e Gian Marco